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STEMMA: Quello attuale risulta costituito da uno scudo, partito di giallo-rosso-porpora, che sono i colori tradizionali del Comune, in un cerchio azzurro, con la bordatura raggiante d'oro e sormontato dalla corona turrita con la dicitura "Bergamo Città dei Mille", in ricordo della rilevante partecipazione di volontari bergamaschi nella spedizione di Garibaldi, detta dei Mille".
ETIMOLOGIA: Collocata su un sistema collinare alle propaggini delle Prealpi Orobiche, solcate da valli ricche di boschi, di acque e di minerali, Bergamo è una delle più antiche città lombarde. Con l'avvento dei Romani, Bergamo si inserisce nella rete di relazioni degli insediamenti dellItalia settentrionale e rafforza il proprio ruolo militare ricevendo nel 42 a.C. la cittadinanza romana.
Con il disgregarsi dell'impero Romano, Bergamo passa nel 568, sotto il dominio dei Longobardi, divenendo sede di uno dei più importanti ducati del Regno. Con la sconfitta dei Longobardi nel 774, Bergamo da Ducato longobardo si trasforma in Contea franca. Nel X secolo, ridotto il potere dei Conti al territorio rurale, la Città ha a capo il vescovo, che la difende durante gli assedi patiti dal re Arnolfo nell'894 e dalle incursioni degli Ungari. Nel 1098, durante il periodo della lotta per le investiture, il vescovo di Bergamo, filo imperiale, viene deposto.
Prende forma larticolazione istituzionale del potere comunale: lAssemblea , il Consiglio degli Anziani, il Consolato. Mentre dal punto di vista architettonico II nuovo Palazzo del Comune (poi Palazzo della Ragione) e la Basilica di Santa Maria Maggiore vengono a simboleggiare, nel cuore della città, il prestigio della recente istituzione, sul piano giuridico è la redazione dello Statuto, proclamato come legge del Comune, che sancisce, dopo la vittoriosa battaglia di Legnano combattuta nel 1176 dai Comuni lombardi contro limperatore Federico Barbarossa, lautonomia politico-giuridica della Città di Bergamo. Il periodo dell'autonomia comunale si protrae sino alla fine del Duecento, periodo di lotte intestine sempre più aspre e cruente, capeggiate da una parte dai Suardi (Ghibellini) e dall'altra dai Colleoni (Guelfi), che portano nel 1295 i Suardi a chiedere l'intervento dei Visconti di Milano.
Dal 1427 Bergamo entra a far parte dei domini della Repubblica di Venezia. I veneziani ricostruiscono la città vecchia, erigendo possenti mura difensive. Il dominio veneto continua fino al 1797 quando Bergamo passa sotto il dominio di Napoleone nella Repubblica Cisalpina. Dal 1814 al 1859 Bergamo finisce sotto l'impero austriaco e fa parte del Regno Lombardo-Veneto. Gli austriaci sono i fautori della prima industrializzazione del territorio bergamasco, con l'impianto di manifatture tessili. Bergamo prende parte al Risorgimento fornendo buona parte dei Mille. L'8 giugno 1859 Garibaldi, alla testa dei Cacciatori delle Alpi, entra trionfalmente in Bergamo dalla Porta di San Lorenzo.
È la fine della dominazione straniera, già tanto sperata un decennio prima nei giorni dei moti del 1848, organizzati da giovani esponenti della parte più illuminata della borghesia cittadina. Nel 1860 Bergamo contribuisce con il numero più alto di volontari alla spedizione di Garibaldi, ciò che le permette di fregiarsi onorevolmente del titolo di "Città dei Mille". Nel corso della Prima Guerra Mondiale moltissimi giovani bergamaschi, appartenenti soprattutto al corpo degli Alpini, lasciano testimonianze indimenticabili di umile eroismo. Nel periodo drammatico che chiude il ventennio fascista anche a Bergamo si organizza la Resistenza. Partigiani delle Brigate Garibaldi e Fiamme Verdi segnano, nelle vallate e sulle montagne, episodi di grande valore. Con la Liberazione e l'avvento della Repubblica riprende con slancio e entusiasmo la vita democratica dei partiti. Sui valori della libertà e della democrazia torna a fondarsi l'istituzione del Comune.


Bergamo

  • Abitanti: 119.554
  • Altitudine:  249  m s.l.m.
  • Superficie: 39,68 kmq
  • Densità:  3013  per kmq
  • Codice Postale: 24100

COMUNE:
Palazzo Frizzoni
Piazza Matteotti, 27 - 24122 Bergamo
Telefono:
035.399.111   
Fax:
035.399.031


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